DJI ha portato un drone cargo dove l'aria è così rarefatta da mettere in crisi i motori a reazione. Il nuovo EV50 — primo eVTOL dell'azienda pensato per la logistica pesante — ha completato 32 sortite nella troposfera himalayana toccando 8.861 metri di altitudine, un dato che da solo riscrive le ambizioni del trasporto aereo senza pilota in ambienti estremi.
Non è un'evoluzione dei droni consumer. L'EV50 è un aeromobile da 50 kg di carico utile e 150 km di autonomia, progettato per tratte superiori ai 100 chilometri e scenari dove le piste di atterraggio non esistono.
Architettura "Lift & Cruise" 8+3: come vola l'EV50
L'EV50 adotta una configurazione ibrida ad ala fissa con propulsione distribuita: 8 rotori gestiscono il decollo e l'atterraggio verticale, mentre 3 eliche propulsive posteriori subentrano in volo di crociera.
Una volta raggiunta la quota di transizione, i rotori VTOL si bloccano in posizione aerodinamica per azzerare la resistenza. La combinazione consente una velocità massima di 160 km/h senza carico, con un'apertura alare di 7 metri e una lunghezza di 3,7 metri.
La stiva interna — un vano wide-body da 270 litri con dimensioni di 1500 × 400 × 450 mm — accoglie moduli standardizzati grazie al protocollo PSDK (Payload Software Development Kit), che apre l'integrazione a sensori scientifici e attrezzature di terze parti.

Il banco di prova definitivo: 12 giorni di voli scientifici sull'Everest
La collaborazione con il College of Environmental Sciences and Engineering della Peking University ha trasformato un test ingegneristico in una campagna scientifica reale.
Dal campo base della Qomolangma National Nature Reserve, l'EV50 ha completato 12 trasporti di attrezzature in 12 giorni, accumulando 32 sortite e 70 km di percorrenza complessiva. Il tempo di volo massimo registrato su singola missione è stato di 40 minuti, con schemi di volo a spirale ascendente per adattarsi a venti complessi e gradienti termici severi.
Il dato ingegneristico chiave resta la salita continua massima di 3.730 metri, raggiunta in condizioni operative reali e non in simulazione. I ricercatori hanno impiegato il drone per misurazioni di ozono nella troposfera ad alta quota — la prima volta che un drone cargo viene usato come vettore per questo tipo di osservazioni.
Ridondanza e sicurezza: paracadute di serie e 11 motori indipendenti
Con 11 motori totali, l'EV50 tollera avarie multiple senza perdere il controllo. Il tubo di Pitot integra un sistema di auto-riscaldamento anti-congelamento, essenziale alle quote operative raggiunte. Un paracadute di emergenza è installato di serie per l'abbattimento dell'energia d'impatto in caso di guasto catastrofico.
A terra, due operatori ripiegano l'aeromobile in 5 minuti senza attrezzi, riducendone l'ingombro a 2,4 × 1,4 × 1,2 metri.
L'impiego sull'Everest non è marketing alpino: è la validazione che un drone cargo può operare dove elicotteri e aerei tradizionali trovano limiti fisici insormontabili. Per la logistica interurbana — ma anche per il soccorso in ambienti ostili — il payload da 50 kg abilita carichi che vanno ben oltre il pacco e-commerce: strumentazione scientifica pesante, forniture mediche d'emergenza, moduli operativi da campo.




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