La Protezione Civile della Regione Marche ha simulato il collasso della diga di Castreccioni — il più grande invaso artificiale del Centro Italia — con una maxi esercitazione che ha coinvolto centinaia di soccorritori, una rete di comunicazioni radio complessa e una flotta coordinata di mezzi terrestri, nautici e aerei. Al centro di questa imponente macchina organizzativa, i droni del NOA (Nucleo Operativo Aereo) di Recanati hanno dimostrato che il salto dalla tecnologia sperimentale all'impiego operativo è già compiuto: le immagini in volo hanno raggiunto il centro di coordinamento con appena 2 secondi di ritardo.
Rilievi millimetrici con il DJI Matrice 30T
Nella prima fase dell'esercitazione, il focus era il monitoraggio strutturale preventivo della diga. Il NOA ha schierato un DJI Matrice 30T sfruttando il modulo RTK (Real-Time Kinematic), tecnologia che garantisce una tolleranza centimetrica nel posizionamento. I piloti hanno condotto voli automatizzati per produrre tre output distinti: un'ortofoto ad altissima risoluzione, una scansione zenitale a 90° e una obliqua a 45°. L'elaborazione fotogrammetrica ha generato un modello 3D di precisione dell'invaso, strumento essenziale per intercettare eventuali deformazioni strutturali nel tempo.
Il rilievo è stato ripetuto in sequenza per permettere agli ingegneri del Dipartimento di confrontare i dati e rilevare variazioni impercettibili della struttura. "In uno scenario reale di imminente crollo, inviare personale a terra per effettuare rilievi sarebbe estremamente rischioso", spiegano i responsabili del NOA: "i droni permettono di operare in zone ad altissimo pericolo, azzerando i rischi per gli operatori e restituendo dati precisi al centimetro."
Droni C0 e C1 alla foce del Musone: streaming in diretta al COC
Sabato alle 11:20, lo scatto dell'allarme nazionale IT-ALERT ha dato il via alla fase operativa più intensa. Una cellula rapida del NOA si è spostata verso la foce del fiume Musone schierando droni di categoria C0 e C1, scelti per la leggerezza e la flessibilità nel rispetto del regolamento EASA.

Il dato tecnico più rilevante riguarda il flusso dati: le immagini video in volo hanno raggiunto il COC (Centro Operativo Comunale) di Porto Recanati con un ritardo di appena 2 secondi. Questo flusso ha permesso alla cabina di regia di coordinare in simultanea tre distinti scenari di soccorso:
- L'evacuazione tempestiva dei civili da un campeggio locale
- L'attivazione e il posizionamento strategico delle idrovore
- Le operazioni nautiche e aeree per il soccorso di una persona in mare
Con centinaia di soccorritori impegnati contemporaneamente in scenari distanti tra loro, ogni ritardo nell'immagine aerea si traduceva direttamente in un ritardo nelle decisioni di coordinamento.
I due sistemi NOA: dalla fotogrammetria 3D allo streaming a 2 secondi
Le due fonti concordano su tutti i dati principali — 2 secondi di latenza, 11:20 per l'IT-ALERT, angolazioni 90° e 45° dei rilievi — senza discrepanze numeriche.
L'analisi più rilevante riguarda la complementarità dei due sistemi impiegati. La fotogrammetria RTK non serve a documentare l'emergenza: serve a rilevarla prima che accada, confrontando modelli 3D successivi per intercettare deformazioni che le ispezioni a terra non potrebbero effettuare nelle stesse condizioni di pericolo. Lo streaming a latenza minima trasforma il COC da punto di raccolta di report verbali a sala operativa con visibilità diretta sul campo.
La combinazione dei due — monitoraggio preventivo ad alta precisione e situational awareness in tempo reale — ridefinisce il modello di intervento: non più reazione all'emergenza dopo il fatto, ma integrazione tra rilevamento precoce e coordinamento immediato.
Fonti
- Anche i droni della Protezione Civile delle Marche hanno collaborato al successo della grande esercitazione
- L'aiuto dei droni per il collasso (simulato) della Diga di Castreccioni: esercitazione della Protezione Civile




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