Un anziano di 85 anni era scomparso sulle pendici dell'Etna, a Biancavilla (Catania), e le squadre a terra non riuscivano a localizzarlo nel territorio accidentato della zona Pozzillo. La svolta è arrivata dall'alto: un drone civile pilotato da un volontario ha setacciato ampie porzioni del vulcano in pochi minuti, individuando l'uomo su una stradina remota, molto lontana dall'ultima posizione nota. Il caso del 22 giugno 2026 mostra come la sinergia tra istituzioni locali e piloti UAS privati riesca a colmare il divario operativo che terreno difficile e vegetazione fitta impongono ai soccorritori tradizionali.
L'intuizione del sindaco e i due piloti volontari
Il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha coordinato le ricerche e lanciato l'idea che si sarebbe rivelata decisiva: affiancare ai soccorritori a piedi anche i droni. «Quando abbiamo organizzato le ricerche, ho avuto l'intuizione di affiancare alle battute sul terreno anche l'azione dei droni. Un'idea che si è rivelata decisiva», ha dichiarato il primo cittadino. «Due amici, Salvo Diolosà e Alfio Lanza, hanno raccolto immediatamente il mio appello mettendosi a disposizione con i loro mezzi.»
A terra operava nel frattempo un dispositivo imponente: Carabinieri, Guardia di Finanza, Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Protezione Civile comunale, unità cinofile e numerosi volontari. Nonostante la mobilitazione, l'orografia dell'Etna rendeva la copertura sistematica del territorio estremamente difficoltosa per le squadre a piedi.
Il ritrovamento: GPS e un bastone agitato verso il cielo
La svolta è arrivata dal drone pilotato da Alfio Lanza, che ha sorvolato ampie porzioni di territorio fino a individuare l'anziano su una stradina isolata del vulcano, in un punto molto distante dall'ultima posizione nota. L'uomo aveva perso l'orientamento e non riusciva a ritrovare la strada di ritorno verso la sua proprietà di campagna.

Accortosi del ronzio dei rotori, l'85enne ha capito di essere stato avvistato. «Quando ha visto il drone sorvolare l'area in cui si trovava, ha segnalato la sua presenza agitando il bastone sul quale si sorreggeva, chiedendo aiuto», ha spiegato Bonanno. Le coordinate GPS trasmesse alle squadre di terra hanno permesso ai soccorritori di raggiungerlo rapidamente. Era disidratato, ma le sue condizioni generali sono apparse buone. Affidato ai sanitari del 118, è stato trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso.
Droni civili nel SAR: efficacia alta, costo basso
L'operazione di Biancavilla è un caso di scuola nelle operazioni SAR (Search and Rescue) con droni civili. La visuale rialzata e la risoluzione degli obiettivi ottici montati sui droni prosumer consentono di setacciare in pochi minuti settori che richiederebbero ore di battute a piedi, soprattutto dove la copertura arborea nasconde il terreno sottostante. Le due fonti che documentano l'evento concordano su tutti i fatti principali, senza discrepanze.
Restano tuttavia vincoli operativi da rispettare: le normative EASA impongono, prima di impiegare un drone in un'emergenza, di ottenere il consenso e coordinarsi con il gestore dell'intervento, anche per evitare conflitti di spazio aereo con eventuali elicotteri di soccorso. In questo caso la chiamata diretta del sindaco ha garantito quella coordinazione fin dall'inizio, rendendo il contributo dei due piloti pienamente integrato — e non sostitutivo — rispetto al dispositivo istituzionale.
Bonanno ha chiuso con un ringraziamento pubblico a Diolosà e Lanza: «Con la loro generosità e tempestività hanno dimostrato che la tecnologia, messa al servizio del bene comune e guidata dal cuore, può davvero fare la differenza.»
Il gesto dell'85enne — un bastone alzato verso un ronzio nel cielo — resta la sintesi più eloquente di quanto la prontezza civile possa valere quando il terreno non perdona.




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