Oggi 8 luglio 2026 Cellebrite ha annunciato di essere diventata partner esclusiva di SkySafe per integrare il rilevamento droni in tempo reale con le proprie piattaforme di digital forensics. In un momento in cui i droni non autorizzati si moltiplicano – durante i Mondiali FIFA 2026 ne sono stati sequestrati oltre 600, come avevamo riportato – la mossa trasforma ogni investigazione su un UAV in un flusso unico che collega i dati di volo ai dispositivi sequestrati.
Come si uniscono i dati di volo e la forensica mobile
Con l’accordo gli investigatori non dovranno più lavorare su due binari separati: da un lato l’analisi della traiettoria del drone fornita da SkySafe, dall’altro l’estrazione forense di telefoni, tablet e log applicativi. La piattaforma Cellebrite assorbe in tempo reale i dati di rilevamento aereo — posizione di decollo, cronologia dei voli, eventuali manovre sospette — e li incrocia con le prove estratte dai dispositivi mobili collegati all’operatore.
«Questa partnership colma il divario critico, e spesso vitale, tra forensica digitale e intelligence in tempo reale», ha dichiarato Shiven Ramji, President of Products and Technology di Cellebrite. L’obiettivo è accelerare le indagini su minacce come sorvoli illeciti su infrastrutture critiche, traffico di stupefacenti via drone o azioni dolose durante grandi eventi.
Un mercato che corre: perché Cellebrite ha chiuso la porta
L’esclusiva non arriva dal nulla. A marzo 2026 Cellebrite aveva già acquistato SCG Canada, gettando le basi tecniche per l’integrazione. Ora la società — che serve oltre 7.000 agenzie nel mondo e accelera circa 3 milioni di indagini all’anno — mette un lucchetto sul segmento della drone forensics, impedendo a concorrenti come Axon o Motorola di costruire lo stesso ponte con un fornitore di rilevamento diverso.

SkySafe, dal canto suo, aveva già stretto un’alleanza strategica con Motorola Solutions nell’aprile 2025 per portare i suoi feed di rilevamento nei software di centrale operativa usati dal 60% delle agenzie di pubblica sicurezza nordamericane, e a febbraio 2026 aveva installato il proprio sistema all’Università della Louisiana a Monroe. «Indagini efficaci sui droni partono da un’intelligence aerea affidabile», ha sottolineato Grant Jordan, CEO di SkySafe. «Insieme a Cellebrite aiutiamo le agenzie a rilevare, analizzare e agire sui dati dei droni, sia per la risposta immediata sia per le indagini a lungo termine.»
L’intesa si inserisce in un mercato in rapida consolidazione: a giugno 2026 Motorola ha rilevato l’israeliana D-Fend Solutions per 1,5 miliardi di dollari, mentre Bridgepoint starebbe valutando la cessione di MyDefence per circa 1 miliardo di dollari.
L’altro lato dell’esclusiva: il rischio di sorveglianza sui voli legali
Secondo un’analisi pubblicata oggi da DroneXL.co, l’accordo rischia di estendere la sorveglianza anche ai voli ricreativi e commerciali autorizzati. L’editorialista Haye Kesteloo avverte che «ogni partnership di questo tipo aumenta la quantità di attività di droni registrata, correlata e resa consultabile dalle forze dell’ordine», e nota come voli legittimi di hobbisti e operatori Part 107 possano finire nello stesso database creato per fermare soggetti pericolosi. Il timore è che l’infrastruttura pensata per le minacce reali venga usata per tracciare ogni volo, replicando la stessa deriva già vista con l’applicazione del Remote ID.
La vera posta in gioco non è solo la tecnologia, ma chi controllerà lo strato di intelligence che lega ogni drone a un dispositivo e a un pilota. Con questa mossa, Cellebrite ha scelto di essere quel punto di snodo prima che lo facessero altri.




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