Un professionista del drone sorpreso a sorvolare migliaia di spettatori durante un concerto a Rimini: senza patentino, nascosto tra i camion della logistica, dipendente di una società che lavora anche per committenti istituzionali. L'episodio della Notte Rosa non è solo una storia di trasgressione individuale — la Questura di Rimini ha aperto accertamenti sull'intera catena, dal pilota al datore di lavoro fino al committente delle immagini.
L'intervento in Piazzale Fellini
Durante uno dei due concerti in Piazzale Fellini, nel weekend della Notte Rosa, gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Rimini hanno rilevato un piccolo drone sorvolare la folla. A dare l'allarme sono stati gli stessi organizzatori dell'evento, che avevano notato il velivolo di origine sconosciuta operare sopra il pubblico.
Il divieto è assoluto: l'articolo 1228 del Codice della Navigazione proibisce in qualsiasi caso il sorvolo degli assembramenti di persone. Gli agenti si sono messi subito alla ricerca del pilota, che non era semplice trovare: l'uomo era nascosto in una zona buia tra i camion della logistica parcheggiati lungo via Colombo. Individuato, è stato invitato a far rientrare il drone e sottoposto agli accertamenti di rito.
Un professionista senza patentino: l'aggravante che cambia tutto
Dalle verifiche è emerso che il pilota era un dipendente regolare di una società specializzata in riprese video-fotografiche per conto di committenti, anche istituzionali. Il mandato era documentare i festeggiamenti della Notte Rosa.
Il quadro normativo colpisce il pilota su due fronti distinti. Il primo: sorvolare una folla è vietato in assoluto, senza eccezioni legate alla natura professionale dell'incarico. Il secondo: l'uomo non era in possesso dell'attestato di pilotaggio obbligatorio per i droni — requisito che vale anche per velivoli di piccole dimensioni quando vengono utilizzati per attività professionali.
La Questura ha sottolineato che proprio la natura professionale del lavoro aggrava, non attenua, la posizione dell'uomo: chi opera per conto terzi risponde a standard più stringenti rispetto a un pilota amatoriale. L'uomo è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per il sorvolo illegale e sanzionato amministrativamente per la mancanza dell'attestato.

Accertamenti ancora aperti: datore di lavoro e committente nel mirino
La Questura ha comunicato che le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità del datore di lavoro e del committente che aveva commissionato le riprese. Si tratta di un nodo giuridico rilevante: il committente — privato o istituzionale — è tenuto a verificare che il professionista ingaggiato disponga di tutte le certificazioni necessarie, un principio che ENAC ha ribadito in più occasioni. In termini civilistici si parla di culpa in eligendo: scegliere male il fornitore comporta una responsabilità diretta.
Le verifiche in corso riguardano:
- l'eventuale responsabilità penale o amministrativa del datore di lavoro della società che ha incaricato il pilota
- la posizione del committente delle immagini, che potrebbe rispondere per non aver controllato le credenziali dell'operatore prima di affidare l'incarico
Cosa cambia per chi commissiona riprese aeree su eventi pubblici
L'episodio di Rimini ha un'implicazione concreta per chiunque ingaggi operatori UAS per documentare concerti o manifestazioni: la formula "se ne occupa il fornitore" non regge sul piano della responsabilità. Chi commissiona un volo su una folla ha una posizione giuridica propria, indipendente dalle scelte operative del pilota.
La dinamica dell'intervento è significativa per un altro motivo: il pilota era nascosto lontano dall'evento, fuori dal perimetro di contatto con l'organizzazione, senza alcun coordinamento visibile con chi gestiva la sicurezza. Questo è esattamente lo scenario che le normative considerano più pericoloso — un drone sopra migliaia di persone senza procedure di emergenza concordate, senza autorizzazione formale, senza un interlocutore identificabile.
Il fatto che i controlli abbiano risalito la catena dal pilota al datore al committente mostra come le forze dell'ordine stiano affinando l'approccio alle operazioni UAS negli eventi di massa: non più solo il controllo del velivolo in volo, ma la verifica della filiera che lo ha messo in aria.
L'esito degli accertamenti sul committente dirà se la responsabilità nella catena reggeva o si è spezzata prima di arrivare a chi ha autorizzato il volo.




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