Il Corpo Forestale dello Stato sta utilizzando dei droni al fine di valutare le condizioni di un’ampia zona rocciosa che, negli scorsi giorni, è stata protagonista di una frana. L’episodio è avvenuto, esattamente, a San Vito di Cadore, in provincia di Bolzano, località situata nel cuore delle Dolomiti. La frana è stata causata da un forte temporale, il quale ha causato diversi danni in questa zona, piuttosto rinomata sul piano turistico: il copioso fango che la pioggia ha prodotto, infatti, ha causato seri danni, e soprattutto ha causato 3 vittime.
Fortunatamente, nella zona erano presenti delle opere di ingegneria idraulica piuttosto importanti, le quali hanno contenuto notevolmente i danni: solo un’abitazione, infatti, è rimasta coinvolta dalla frana, ma molti altri immobili hanno dovuto fronteggiare non senza difficoltà la massiccia presenza di fango.

Il lavoro da parte dei Vigili del Fuoco e di tutte le autorità è stato davvero notevole, ed ora che le operazioni di soccorso sono terminate, e che si sono ufficialmente concluse anche le attività di ricerca dedicate ad eventuali altre vittime, è necessario verificare quale sia la condizione del territorio, e cosa contraddistingua le masse rocciose che si sono mosse in occasione di questo evento naturale così estremo.
Il Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con l’Università di Bologna, sta dunque effettuando delle ricognizioni tramite dei velivoli a pilotaggio remoto per produrre dei dati tecnici tramite fototelemetria. Quanto sarà rilevato attraverso questa particolare tecnica sarà messo a disposizione, dal Corpo Forestale dello Stato, di tutti gli enti interessati.
Dal punto di vista tecnico, i droni impiegati in questa attività di fototelemetria sono adoperati da tre ricercatori, a cui è stato garantito il supporto del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Cortina d’Ampezzo e della Protezione Civile di Belluno, tramite il coordinamento della Prefettura.
Sulla base delle prime rilevazioni effettuate tramite i droni, è emerso in modo nitido come le già citate opere di ingegneria idraulica si siano rivelate assai utili per scongiurare danni ben più seri a cose e persone. Quello in questione, dunque, è un chiaro esempio di come i droni possano rivelarsi provvidenziali nell’ambito di interventi di monitoraggio del territorio a seguito di eventi naturali estremi, oltre che nelle varie attività di soccorso.
In attesa che i dati rilevati dai velivoli in quel di San Vito di Cadore divengano più precisi, non si può non notare come questi strumenti tecnologici riescano oramai a rivelarsi provvidenziali nei contesti più disparati.




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