È un episodio alquanto singolare quello che è accaduto a Madonna di Campiglio durante una gara di sci, e che poteva realmente avere delle conseguenze tragiche. Il protagonista di quanto è accaduto, per quanto pressochè ignaro di cosa avesse rischiato, è stato Marcel Hirscher, ventunenne austriaco che è stato peraltro autore di un’ottima gara, piazzandosi al secondo posto. Nel corso della sua seconda manche, infatti, mentre Hirscher era impegnato nella sua discesa un drone impiegato per l’esecuzione delle riprese televisive è precipitato rovinosamente al suolo, cadendo a brevissima distanza dall’atleta. Se non fosse stato per il fatto che Hirscher stesse percorrendo la pista ad elevata velocità, infatti, probabilmente il drone lo avrebbe colpito in pieno.
Il video ha subito fatto il giro del web, e anche lo stesso Hirscher avrà certamente avuto modo di vederlo, non senza stupore, infatti ha scherzato sul suo profilo Twitter scrivendo in lingua inglese “traffico aereo pesante in Italia”, con un emblematico hashtag #luckytime. Quanto accaduto a Madonna di Campiglio è effettivamente molto grave, e ne ha parlato anche il direttore di FIS Racing, Markus Waldner, il quale ha sottolineato che l’episodio non rimarrà certamente privo di conseguenze e che l’utilizzo di droni direttamente sulla pista da sci è vietato in Austria ed in Svizzera, ma non in Italia. Fortunatamente quanto accaduto a Madonna di Campiglio non ha avuto alcun tipo di conseguenza, ma deve essere certamente considerato un episodio allarmante, uno stimolo a modificare le regole attualmente vigenti.
Obiettivamente, infatti, che un drone sorvoli una pista di sci o qualsiasi altra superficie su cui degli atleti svolgono la loro attività può essere molto pericoloso, soprattutto se i droni in questione hanno un peso simile a quello che è caduto a Madonna di Campiglio. Per quanto i droni moderni possano essere affidabili, infatti, l’eventualità che possa verificarsi un guasto importante non deve essere mai scongiurata del tutto, di conseguenza l’impiego dei droni per l’effettuazione di riprese televisive sportive non dovrebbe mai consentire ai velivoli di sorvolare delle zone in cui sono presenti delle persone.

Tutto lascia immaginare, insomma, che l’impiego dei droni per la realizzazione di riprese aeree relative a gare di sci sia destinato ad essere abbandonato del tutto dopo questa esperienza, ammenochè, ovviamente, i velivoli non vengano fatti volare in corrispondenza di zone in cui non è presente alcuna persona, che si tratti di atleti o di spettatori.




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