Dopo gli attacchi terroristici di Parigi il livello di allerta è inevitabilmente divenuto elevatissimo in tutta Europa, anche in Italia. Il nostro paese, infatti, rientra nelle più recenti minacce prodotte dai terroristi islamici, e il fatto che Roma sia prossima ad ospitare il Giubileo non fa che accrescere la preoccupazione. Il dispiegamento di forze è notevole, proprio come il lavoro di intelligence, tuttavia una delle minacce più concrete per il nostro paese potrebbe arrivare dall’alto. Pare infatti che i terroristi islamici siano attualmente in possesso di diversi droni da guerra, i quali potrebbero dunque essere utilizzati per compiere degli attacchi. A rivelare questa notizia poco confortante è stato il Pentagono, secondo cui il sedicente Stato Islamico sarebbe in possesso di decine di droni, soprattutto di origine cinese e serba.
Ad oggi, tra le dotazioni dei terroristi sono stati individuati esclusivamente dei droni finalizzati alla perlustrazione di territori più o meno vasti; dei droni di tipo militare, dunque, ma non utilizzabili come strumento d’attacco. L’intelligence americana, tuttavia, ha affermato che l’Isis potrebbe attualmente essere in possesso di droni da combattimento, probabilmente sottratti all’esercito dell’Iraq durante i consueti scontri. Si tratta di droni particolarmente potenti e pericolosi, quindi di velivoli che potrebbero essere utilizzati per compiere un attacco e che hanno un’autonomia di volo davvero notevole, oscillante tra le 20 e le 40 ore. È noto il fatto, purtroppo, che l’Isis abbia ricche risorse economiche, di conseguenza è verosimile immaginare che i terroristi non abbiano difficoltà ad impiegare dei piloti altamente specializzati, in grado dunque di condurre questi velivoli nell’ambito di un attacco.
L’ipotesi di un attacco condotto in questo modo è molto preoccupante, soprattutto per il fatto che mezzi come i droni non possono essere percepiti dai normali radar aerei, in quanto volano a delle quote piuttosto basse; qualora si individuasse un velivolo di questo tipo su una città o un centro abitato, allo stesso modo, abbatterlo sarebbe alquanto problematico, in quanto si metterebbe seriamente in pericolo la vita dei cittadini. Attualmente l’Italia ha elevato al massimo il livello di allerta su Roma nei giorni del Giubileo, e l’area “no fly zone” della città che era stata inizialmente definita è stata estesa, dal prefetto romano Franco Gabrielli, praticamente a tutta la superficie della Capitale. Oltre a questa misura, la quale garantirà certamente una maggiore protezione alla città di Roma durante il Giubileo, l’Italia ha già previsto l’impiego di particolari droni che saranno utilizzati per la difesa della Capitale.

drone predator
Nello specifico, a sorvolare Roma saranno i droni del 28° gruppo “Streghe”, velivoli che decolleranno dalla base del 32° Stormo dell’Aeronautica Militare situato ad Amendola, in provincia di Foggia; tra questi velivoli, il più grande ed evoluto sarà certamente il modello Predator B (MQ-9A). L’impiego di questo droni, peraltro, non rappresenta una misura speciale, dal momento che nell’accordo tra Aeronautica Militare, Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri siglato il 27 novembre 2014 è stato previsto l’utilizzo di tali droni per il controllo di manifestazioni, strade, stadi, autostrade, e altre aree specifiche. Non è la prima volta, peraltro, che i Predator sono impiegati con finalità di ordine pubblico: questi droni infatti sono già stati utilizzati in occasione del vertice intergovernativo tra Italia e Russia tenutosi a Bari nel 2007, e anche nel 2009, quando L’Aquila ospitò il G8.
Insomma, le minacce per il territorio italiano potrebbero provenire anche dall’alto, di conseguenza è assolutamente necessario che le forze dell’ordine, le forze militari e l’intelligence curino con massimo rigore anche tale eventualità. L’impiego dei droni Predator dell’Aeronautica Militare, ad ogni modo, potrà certamente garantire un alto livello di sicurezza: questi particolari velivoli militari, infatti, sono in grado anche di filmare e fotografare oggetti e persone pur trovandosi ad una notevole distanza dal suolo.




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