Quattro ore, ventuno minuti e trentanove secondi in aria con un quadricottero ricostruito e una sola carica della batteria. Il nuovo primato di Luke Maximo Bell, certificato da testimoni indipendenti in una fattoria alle porte di Città del Capo, non è soltanto la riscrittura di un numero sul Guinness World Record. È la prova che un costruttore indipendente, armato di software open‑source e componenti T‑Motor disponibili sul mercato, può surclassare le prestazioni di un drone sostenuto dal Pentagono e ricollocare l’asticella dell’efficienza lontano dai circuiti industriali certificati.
Come il team ha ottimizzato il drone per l’efficienza
Ogni grammo e ogni watt contavano. La versione precedente del drone aveva già volato 3 ore, 31 minuti e 6 secondi senza giudici ufficiali nel febbraio 2026, ma soffriva di cedimenti meccanici che il team ha risolto con una serie di interventi radicali prima del tentativo convalidato.
I miglioramenti chiave includono:
- Supporti motore monopezzo a C che stringono direttamente i bracci in fibra di carbonio, eliminando 6,5 grammi per ogni attacco – un risparmio totale di 26 grammi.
- Bracci continui in tubo di carbonio da 1,8 metri al posto di sezioni giuntate al centro, rimuovendo il punto debole strutturale della prima versione.
- Gambe di atterraggio ibride in nylon e TPU, stampate in un unico pezzo con una stampante Bambu Lab H2C a doppio ugello: il giunto flessibile in TPU assorbe gli urti senza spezzarsi, archiviando i cedimenti che affliggevano le gambe precedenti.
- Eliche T‑Motor G40 da 40 pollici (101 cm) abbinate a motori T‑Motor MN105 da 90 KV, la stessa configurazione propulsiva già usata nella build iniziale.
Il controllore di volo che ha spento le vibrazioni
Il problema più subdolo veniva dalle vibrazioni generate dalle enormi eliche, che mandavano in clipping l’IMU del controllore originale durante i test di mantenimento GPS. Dopo aver inutilmente allineato le eliche con distanziatori stampati in 3D, Bell ha sostituito la scheda con un Cube Orange Plus, il cui IMU è alloggiato in un involucro ammortizzato. Il nuovo controllore – lo stesso montato sul drone a energia solare Kraus Hamdani Aerospace K1000ULE, detentore del record di 75 ore e 53 minuti – ha risolto immediatamente il rumore meccanico. Con l’aggiunta di una base RTK esterna per un posizionamento centimetrico, il drone ha agganciato 31 satelliti in pochi secondi e ha mantenuto una stabilità che Bell stesso ha definito «quasi a livello DJI nella tenuta della posizione». Il software di bordo è ArduPilot; una singola regolazione a un filtro notch, effettuata in volo collegando il portatile al radiocomando RadioMaster TX16S Mark III via Wi‑Fi, ha portato la piattaforma da instabile a perfettamente governabile.

Batteria semisolida e la velocità di crociera che consuma meno delle curve
L’autonomia record è stata alimentata da un pacco batteria semi‑solido NMC da circa 380 Wh/kg, contro i 320 Wh/kg delle celle precedenti. Il pacco, del peso di circa 5 kg e con una capacità di 87 Ah, è stato usato da solo (la versione precedente ne montava due in parallelo). Il tasso di scarica si è mantenuto attorno a 0,2C, insolitamente basso, permettendo di superare di poco il 100% della capacità nominale.
I test di efficienza hanno rivelato una sorpresa: la velocità di crociera ottimale si è attestata a 5,5 metri al secondo (19 km/h), ben al di sotto delle aspettative. Nei circuiti autonomi con antenna RTK, il drone consumava circa 500 watt sui rettilinei e solo 450 watt in curva, spingendo Bell ad accorciare i giri per moltiplicare le virate. Al termine della quarta ora restava ancora un 8% di batteria, prima di un atterraggio finale con il pacco completamente esausto.
Oltre il cronometro: l’hobbista che sfida il Pentagono
Considerando i 3 ore, 11 minuti e 54 secondi del precedente record ufficiale stabilito il 26 luglio 2025 dal drone SiFly Q12 (DroneXL arrotondava a 3 ore e 11 minuti), Bell ha migliorato il primato del 36,4%. Il Q12 è una delle sole quattro piattaforme non cinesi approvate dal Dipartimento della Guerra statunitense e gode di un’esenzione dalla FCC Covered List, la stessa barriera che tiene fuori DJI e Autel. Che un costruttore solitario, con un laptop e componenti di serie, superi di oltre un’ora un velivolo certificato secondo questi standard militari ridefinisce i termini del dibattito sulla cosiddetta “conformità”. Come nota DroneXL, se SiFly aveva dichiarato nell’agosto 2025 di puntare a quattro ore di volo entro un anno, quel traguardo è già stato tagliato da un’officina casalinga in Sudafrica.
La vicenda mostra anche come la componentistica open‑source utilizzata da Bell – lo stesso Cube Orange Plus che vola sul K1000ULE, coperto da un contratto militare da 270 milioni di dollari – collochi l’innovazione degli hobbisti nello stesso ecosistema hardware delle piattaforme militari, rendendo difficile giustificare le restrizioni basate sulla nazionalità anziché sulle prestazioni dimostrate.
Il vero banco di prova per SiFly sarà se il Q12 riuscirà a raggiungere le quattro ore effettive prima della scadenza che la stessa azienda si era data. Il record di Bell non offre alibi.




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