Per la prima volta la FCC avvia la revoca delle autorizzazioni di un produttore di droni. L’azienda sotto accusa è Odyssey Robot, sospettata di aver falsificato l’origine statunitense dei propri prodotti per aggirare i divieti di sicurezza nazionale e celare un possibile collegamento con DJI. Se le accuse saranno confermate, si tratterà della revoca più dura mai comminata a un’azienda del settore, con ripercussioni dirette sul mercato commerciale dei droni.
Assemblaggio in Texas: la bugia smascherata da eTak
Odyssey aveva dichiarato alla FCC che i propri droni venivano progettati e prodotti in California e assemblati da eTak Worldwide Corporation in Texas. Contattata dagli investigatori, eTak ha negato ogni rapporto: nessun contratto, nessuna proprietà comune, nessun assemblaggio per Odyssey. L’azienda texana, peraltro, è un impianto di riciclaggio elettronico, non un produttore di droni.
L’indagine formale dell’Enforcement Bureau è partita dopo che il ricercatore di sicurezza indipendente Konrad Iturbe aveva pubblicato, il 5 giugno 2026, un’analisi in cui sosteneva che Odyssey fosse una società di comodo legata a DJI, creata per bypassare il bando della FCC sui droni di fabbricazione estera. La FCC non identifica ufficialmente Odyssey come un fronte DJI, ma cita la ricerca di Iturbe come il motivo che ha fatto scattare l’inchiesta.

Test in Cina e il silenzio di Odyssey Robot
I test di conformità presentati da Odyssey sono stati eseguiti da TÜV Rheinland a Shenzhen, in Cina. Da soli i test all’estero non provano una falsa dichiarazione, ma si aggiungono agli indizi raccolti dagli investigatori. A Odyssey la FCC ha chiesto documenti su proprietà, produzione e catena di fornitura, oltre a buoni per acquistare i prodotti ed esaminarli. L’azienda non ha mai risposto né alla lettera di indagine iniziale né al successivo avviso di carenza.
Il messaggio della FCC e il precedente storico
L’azione si inserisce nell’espansione della Covered List, che ora include droni e componenti prodotti in paesi ritenuti a rischio per la sicurezza nazionale. Dopo l’allargamento della lista, gli investimenti nella produzione americana di droni hanno superato i 4 miliardi di dollari, con decine di miliardi di capitali raccolti da aziende domestiche e migliaia di nuovi posti di lavoro.
Il presidente della FCC Brendan Carr ha dichiarato che il caso «manda il messaggio che la FCC non permetterà alle aziende che producono all’estero di aggirare i divieti dell’agenzia». Odyssey ha 10 giorni di calendario per dimostrare che le sue certificazioni erano accurate; in caso contrario, la FCC revocherà le approvazioni sia per il drone sia per il radiocomando.
Se la revoca andrà in porto, sarà la prima volta che l’agenzia riapre un’autorizzazione già concessa per falsa certificazione. La FCC non si limita a bloccare le domande future: può smantellare ciò che è già stato approvato. La partita di Odyssey Robot misura la capacità dell’agenzia di usare il controllo ex post delle certificazioni per difendere la politica industriale americana sui droni.




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