Quando il feed video si spegne all’improvviso durante un volo FPV non è un piccolo inconveniente: è l’intera esperienza immersiva che si dissolve in un istante. DJI lo sa bene, e per questo ha reagito in fretta per correggere il bug dello schermo nero che affliggeva l’Avata 360 dopo il precedente aggiornamento. Il nuovo firmware v01.00.0500, datato 16 luglio 2026, restituisce stabilità al ritorno video e ridà ai piloti la certezza di poter contare sui propri goggles.
Un bug che colpiva il cuore dell’esperienza FPV
Il problema era comparso con il firmware v01.00.0300, rilasciato il 23 giugno 2026. Subito dopo l’installazione, diversi utenti avevano segnalato la perdita totale del feed video in volo: uno schermo completamente nero nei goggles, mentre il drone continuava a muoversi nell’aria. Una situazione che per un pilota FPV significa perdere il controllo visivo della macchina nel momento più critico.
DJI aveva bloccato la distribuzione dell’aggiornamento e raccomandato il downgrade in attesa di isolare la causa. Il fix è arrivato a distanza di 23 giorni con la release del 16 luglio. I primi feedback confermano che il ritorno video è di nuovo stabile a 1080p a 60 fps, il punto di partenza minimo per un volo FPV sicuro e reattivo.

Avata 360: una piattaforma ibrida che non può permettersi schermi neri
La rapidità della correzione è legata alla natura stessa del drone. L’Avata 360 non è un semplice cinewhoop: viene proposto come una piattaforma ibrida che unisce il volo FPV a una cattura immersiva a 360 gradi pensata per i creator. Le specifiche tecniche dichiarate danno la misura dell’ambizione:
- Sistema a doppia ottica con sensori da 1 pollice
- Registrazione panoramica fino a 8K a 60 fps in HDR
- Foto sferiche da 120 MP
- Modalità Single Lens per video flat fino a 4K a 60 fps
- Rilevamento ostacoli omnidirezionale con supporto LiDAR frontale per scarsa luminosità
- Autonomia massima dichiarata di 23 minuti
- 42 GB di memoria interna
- Stabilizzazione RockSteady, HorizonSteady e funzioni smart ActiveTrack 360° e Spotlight
La possibilità di reframing in post-produzione – volare una volta, catturare l’intera sfera e decidere in seguito inquadratura e movimenti di camera – sposta l’Avata 360 molto oltre il tipico drone FPV. Ma proprio questa complessità rende un bug video un danno diretto alla promessa del prodotto. Se il pilota non può fidarsi del feed, l’intero impianto creativo crolla.
La posta in gioco: fiducia e posizionamento
La vicenda dice molto del momento che DJI sta attraversando con questa linea. L’Avata 360 prova a fondere in una sola macchina anima FPV, ripresa immersiva, strumento per creator e tracciamento intelligente: un merge di categorie che richiede uno stack software assai più robusto di quanto i piloti FPV tradizionali fossero abituati a pretendere.
Con il fix in 23 giorni, l’azienda ha contenuto i danni e rimesso in sicurezza una piattaforma su cui punta forte. Tuttavia, il vero banco di prova non è nei numeri del changelog. È nella disponibilità dei piloti ad aggiornare senza il timore che il buio arrivi all’improvviso, a metà di una manovra ravvicinata. La fiducia, una volta incrinata, si ricostruisce un volo alla volta.




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