Dal 3 settembre 2026 il mercato americano dei droni si divide in due fasi: prima e dopo i nuovi dazi. Per i modelli sotto i 25 kg, come quasi tutti i droni consumer più diffusi, la tariffa è del 25%; per droni con termocamera, oltre 25 kg, docking station e componenti critici si arriva al 100%. Il DJI Flip a 349 dollari su Amazon, 90 sotto il listino, rende concreta la finestra di quindici giorni: chi lo aveva già in programma può bloccare un prezzo che, anche nello scenario più favorevole di trasferimento del dazio, difficilmente resterà così basso dopo l’entrata in vigore.
Le nuove aliquote: 25% sotto i 25 kg, 100% per termocamere e droni pesanti
Il provvedimento firmato da Donald Trump il 13 agosto 2026 usa la Section 232 del Trade Expansion Act del 1962, la stessa base giuridica già impiegata per acciaio e alluminio. Introduce un dazio del 100% su droni con peso massimo al decollo superiore ai 25 chilogrammi, sistemi con imaging termico, docking station e determinati componenti critici; i droni fino a 25 kg pagano invece il 25%.
Per una parte dei componenti con aliquota del 25% è previsto un periodo transitorio di 180 giorni: entreranno in vigore il 9 febbraio 2027. La data citata da DronEzine coincide con il transitorio indicato dalle fonti americane: dal 13 agosto al 9 febbraio intercorrono esattamente 180 giorni, sommando 18 giorni di agosto, 30 di settembre, 31 di ottobre, 30 di novembre, 31 di dicembre, 31 di gennaio e 9 di febbraio. Per gran parte dei prodotti, la data effettiva resta il 3 settembre 2026.
Non tutti i Paesi sono trattati allo stesso modo. Le aliquote preferenziali sono:
- Unione Europea, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Svizzera e Liechtenstein: massimo 15%
- Regno Unito: massimo 10%
Il trattamento ridotto vale solo se hardware e tecnologia provengono effettivamente da quei Paesi o dagli Stati Uniti. Il divario tra le aliquote è misurabile: per un drone sotto i 25 kg, la differenza tra l’aliquota generale del 25% e il tetto del 15% è di 10 punti percentuali, che salgono a 15 punti nel caso del Regno Unito. Applicato al listino di 439 dollari del DJI Flip, il 25% equivale a 109,75 dollari; con il 15% sarebbe 65,85 dollari, con il 10% britannico 43,90 dollari. La quota di mercato di DJI negli USA è stimata intorno al 70% del commerciale: questo dato, incrociato con la struttura delle aliquote, spiega perché il colpo si concentri soprattutto sulla filiera cinese.
Qui le fonti divergono su quanto sia già operativo lo strumento di compensazione. DronEzine descrive un programma di onshoring con import senza dazi per i progetti approvati e costruzione da avviare entro il 20 gennaio 2029; DroneXL, scrivendo il 19 agosto, nota invece che i criteri del programma non sono ancora stati pubblicati. In pratica, il bastone tariffario è già datato, la carota è ancora un modulo da compilare.
Il caso DJI Flip: 349 dollari prima del 3 settembre
Il DJI Flip è tornato il 19 agosto 2026 a 349 dollari nella configurazione con controller RC-N3, 90 dollari sotto il listino di 439. Lo sconto interessa tutte e quattro le configurazioni, ed è questo che rende il momento diverso da una normale promozione stagionale.
| Configurazione DJI Flip | Prezzo attuale | Prezzo precedente/listino |
|---|---|---|
| Combo due batterie senza controller | $309 | $389 |
| Bundle con controller RC-N3 | $349 | $439 |
| Bundle con controller RC 2 | $509 | $639 |
| Fly More Combo con RC 2 | $619 | $779 |
La combo senza controller, al momento della rilevazione, risultava spedita da un venditore terzo su Amazon. Con i suoi 249 grammi, il Flip pesa circa un centesimo della soglia dei 25 kg: il calcolo è 25.000 grammi diviso 249, pari a circa 100,4. Di conseguenza, un drone tascabile paga la stessa aliquota del 25% prevista per macchine molto più grandi, restando comunque lontano dalla fascia del 100%.
Le caratteristiche tecniche del drone non cambiano: sensore CMOS da 1/1,3 pollici, foto da 48 megapixel, video 4K HDR fino a 60 fps, slow motion 4K fino a 100 fps, colore a 10-bit D-Log M e gimbal meccanico a tre assi. L’autonomia dichiarata è di 31 minuti; il collegamento video O4 arriva a 8,3 miglia (13 chilometri) secondo le regole FCC.

C’è un collegamento tra dati che le fonti presentano separatamente: il Flip monta lo stesso sensore del DJI Mini 4 Pro, che costa 759 dollari. Applicando il 25% al listino del Flip RC-N3 si arriverebbe a 548,75 dollari, comunque 210,25 dollari sotto il Mini 4 Pro. Se il dazio venisse calcolato sul prezzo scontato attuale di 349 dollari, il prezzo finale sarebbe 436,25 dollari, con un divario di 322,75 dollari dal modello superiore. Il dazio, in altre parole, erode lo sconto ma non colma il salto di prezzo verso il drone che condivide lo stesso sensore.
Il Flip resta sotto i 249 grammi: per i piloti ricreativi negli Stati Uniti salta la registrazione FAA e il Remote ID, ma non le altre regole operative.
Quanto può salire il prezzo dopo il dazio?
Il 25% si applica al valore dichiarato alla dogana, non al prezzo di vendita, quindi l’aumento al checkout dipende da quanto gli importatori scelgono di trasferire. Non esiste un calcolo automatico sul cartellino.
Alcuni passaggi numerici aiutano però a pesare il rischio. Considerando il prezzo di listino del DJI Flip RC-N3, 439 dollari, un trasferimento integrale del 25% porterebbe il prezzo a 548,75 dollari (439 × 1,25). Lo sconto attuale a 349 dollari equivale al 20,5% del listino: 90 dollari su 439. Anche applicando il 25% al prezzo scontato si arriverebbe a 436,25 dollari, comunque sopra la cifra di oggi.
La differenza tra i due scenari — 548,75 contro 436,25 — è di 112,50 dollari, che è esattamente il 25% applicato allo sconto di 90 dollari (90 × 1,25). In altre parole, il risparmio promozionale è anche la base su cui il dazio amplifica l’incertezza: più alto è lo sconto oggi, più ampio è l’intervallo tra i possibili prezzi di domani. Rispetto al prezzo attuale di 349 dollari, l’eventuale prezzo di 548,75 rappresenterebbe un aumento di 199,75 dollari, pari al 57,2%.
In passato i rincari non sono rimasti teorici. Nell’aprile 2025 i dazi cumulativi sui droni cinesi avevano raggiunto brevemente il 170%: Vic Moss, della Drone Service Providers Alliance, aveva avvertito che i prezzi sarebbero raddoppiati per i piccoli operatori, e i passaggi di costo si erano materializzati in fretta.
Chi dovrebbe comprare adesso e chi no
Se il DJI Flip era già in wishlist, il 3 settembre è una scadenza di prezzo da prendere sul serio. Nell’analisi pubblicata da DroneXL, Haye Kesteloo scrive che il Flip va comprato prima della scadenza solo se era già in programma; se non lo era, il dazio è un cattivo motivo per aggiungerlo. La tariffa non rende migliore un drone che non serviva.
La raccomandazione non è soltanto una questione di prezzo: va letta insieme al blocco FCC già in vigore dal 22 dicembre 2025, quando i droni di fabbricazione estera sono stati aggiunti alla Covered List. Per i nuovi modelli DJI le autorizzazioni sono di fatto ferme: i modelli già approvati presenti su Amazon rappresentano gran parte di ciò che i consumatori americani possono acquistare oggi. Incrociando questo dato con la stima del 70% di quota di mercato DJI, emerge un quadro in cui la disponibilità è già vincolata prima ancora che il dazio scatti. Le unità presenti hanno un prezzo scontato adesso, ma ogni successiva unità importata per sostituirle porterà il nuovo dazio e resterà soggetta allo stesso blocco autorizzativo.
L’implicazione concreta per chi ha il Flip tra i preferiti è duplice: la finestra di prezzo pre-dazi non è solo una questione di risparmio, ma anche di disponibilità reale, perché le unità già importate potrebbero esaurirsi prima della scadenza. Il 4 settembre le schede Amazon dei droni DJI mostreranno se il 25% alla frontiera si traduce in 25% al checkout. Per chi ha il Flip tra i preferiti, la finestra di prezzo pre-dazi si chiude il 3 settembre: quindici giorni, non uno di più.




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