DARPA, la nota agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che si occupa principalmente di sviluppo tecnologico applicato al mondo militare, ha annunciato l’intento di realizzare un innovativo “sciame” di droni, il quale tornerebbe utile in molteplici circostanze differenti. I piccoli velivoli a pilotaggio remoto, infatti, potrebbero essere adoperati in molteplici missioni differenti, ad esempio per finalità di sorveglianza o di intelligence, o anche con scopi offensivi, dunque per sferrare degli attacchi al suolo.
I droni in questione, pur non essendo ancora stati realizzati, sono già stati battezzati come “Gremlins”, dal nome dei piccoli spiriti che, secondo una fantasiosa leggenda, erano la causa dei numerosi problemi tecnici che si verificarono a bordo degli aerei della Royal Air Force nel corso della Seconda Guerra Mondiale. I vantaggi di una soluzione di questo tipo sono notevoli, e questo tipo di modalità di impiego dei droni potrebbe rivelarsi perfetta in svariate occasioni. Non trascurabile, inoltre, l’aspetto riguardante la possibilità di ridurre i costi: come ha sottolineato il responsabile di questo nuovo programma, Dan Patt, i nuovissimi sciami di droni potrebbero ridurre in modo assai consistente le spese di manutenzione, ed allo stesso tempo nelle varie missioni non vi sarebbe più il rischio di perdere l’intera cellula, come avviene invece con i missili.

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I ricercatori di DARPA hanno recentemente indetto un bando affinchè questa idea degli sciami di droni possa concretizzarsi e possa divenire una realtà, pronta per essere adoperata nei più differenti contesti militari. Nel mese di settembre, peraltro, è stata annunciata l’organizzazione di un seminario al fine di presentare i potenziali proponenti e valutare, dunque, le opportunità più interessanti.
L’idea dello sciame di droni, allo stesso tempo, potrebbe ridimensionare in modo importante gli investimenti destinati alla progettazione ed alla realizzazione dei super-droni, di dimensioni ben più grandi: per il super-drone MQ-9 Reaper, ad esempio, sono necessari ben 13 milioni di dollari, mentre con la medesima cifra si potrebbero facilmente realizzare numerose “flotte” di piccoli droni. Insomma, sembra realmente essere questo il futuro della tecnologia militare statunitense: i punti di forza legati all’utilizzo di uno sciame di droni, piuttosto che di dispositivi tradizionali, sono numerosi, sia dal punto di vista economico che dell’efficacia dell’intervento militare.
Non rimane che attendere, dunque: potrebbero essere sufficienti appena pochi mesi affinchè si registrino delle novità molto significative in tal senso, dunque affinchè i nuovi “sciami” di droni facciano il loro esordio in differenti scenari.




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