L’azienda milanese Hacking Team divenuta famosa suo malgrado nelle ultime settimane risulta essere al lavoro su quello che in questo momento viene considerato il futuro della sorveglianza, ovvero la possibilità di effettuare intercettazioni a lungo raggio grazie all’utilizzo di Droni. Progetto dell’azienda milanese, il collaborazione con Insitu (azienda del gruppo Boeing), stava lavorando alla possibilità di infettare computer a distanza con l’utilizzo di velivoli ScanEagle. Hacking Team, produttrice di RCS, il famoso software di intercettazione utilizzato da polizia e servizi segreti, è stata recentemente vittima di un attacco informatico e 400 GB di dati aziendali sono stati resi pubblici, comprese circa un milione di email.
La testata The Intercept analizzando questi dati ha scoperto che l’azienda milanese stava adattando la tecnologia per farla funzionare con i droni realizzati da Insitu. In un’email del 1 luglio 2015 in cui vengono riassunti i nuovi progetti della società si parla di un dispositivo con antenne e resistente alle intemperie, trasportabile da un drone. Si tratta di tecnologie che vengono definite TNI (Tactical Network Injector), in grado di penetrare nelle reti Wireless ed utilizzarle per installare software ed intercettare le comunicazioni. I TNI possono essere anche dei comuni pc portatili con antenne equipaggiati per l’intercettazione a distanza.

drone scan eagle
Insitu è invece un’azienda acquistata nel 2008 dal colosso Boeing e conosciuta soprattutto per ScanEagle, un drone con fotocamera per la visione notturna e sensori infrarossi, utilizzato recentemente per le operazioni di avanscoperta in Iraq, di cui puoi vedere un video qui sotto.
Vantaggio di questo drone è il fatto di non avere necessità di una pista per decollare (viene lanciato infatti tramite una catapulta) ed il fatto che può rimanere in volo per 24 ore senza necessità di fare rifornimento. I droni realizzati da Insitu vengono utilizzati negli USA anche dalle forze di polizia. Se venissero equipaggiati con un software spia la loro versatilità ed utilizzo si amplierebbero notevolmente. Insitu ha contattato Hacking Team proprio per valutare la possibilità di installare il software spia RCS sui propri velivoli. La possibilità di utilizzare i droni per infettare computer difficili da raggiungere in altro modo aprirebbe nuovi scenari nel mondo dello spionaggio elettronico.




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